martedì 12 settembre 2017

Fleshkiller - Awaken: la chiave è l'equidistanza

(Recensione di Awaken dei Fleshkiller)


Nella musica le filosofie musicali possono essere molto diverse. C'è chi ama insistere su una linea e diventare in un certo modo un riferimento imprescindibile. C'è invece chi cerca di mescolare le carte, di apportare sempre delle nuove novità a quello che viene suonato senza sbilanciarsi su un'unica direzione. Nel caso di chi decide di andare verso un unico mondo rimane sempre una sensazione di un certo fanatismo che vieta qualsiasi possibile contaminazione. Como se i punti di forza di un determinato genere fossero un elenco piccolo e quasi chiuso sui quali non è possibile dibattere. Personalmente, e chi legge da tempo questo blog lo sa bene, amo i progetti che non hanno confini, dove si cerca di fare quanto più possibile per dare una voce nuova alla musica.

Awaken

Partendo dalle premesse che ho appena fatto sin da subito posso affermare che Awaken, album di debutto della band norvegese Fleshkiller, è un lavoro molto ben strutturato e molto, molto interessante. Prima di spiegare il perché di questo giudizio veloce e spontaneo c'è però da dire che i musicisti che si celano dietro a questo progetto sono tutto tranne che degli sprovveduti. Basti pensare che provengono da esperienze musicali come Extol, The Burial o Tristania. Questo può già portarci a capire che siamo di fronte ad una serie di musicisti che non stanno a "perdere tempo" ma al contrario, vogliono dare un nuovo contributo al loro mondo musicale. E com'è questo contributo? E' una nuova sfumature dentro quello che possiamo chiamare progressive death metal. I brani che compongono questo primo lavoro sono delle complesse opere d'arte che nascono dentro agli elementi più caratteristici del death metal per poi espandersi in tutta una serie di elementi che vanno dal progressivo allo sperimentale. Ed è proprio quello che rende così interessante questo disco, perché offre una nuova visione di quello che può essere la musica oggi, in concreto il death metal.

Awaken

La chiave di tutto quello che c'è in Awaken è che, detto in un modo schietto, non ci sono fondamentalisti. Questo è un disco che nasce dentro al death metal ma non per quello si chiude lì, anzi, per chi segue quel genere con fervore ci sarà la sensazione di star ascoltando delle cose che non c'entrano molto con certi aspetti che sembrano essere intransigenti. Questo disco è progressivo e denota una grandissima capacità musicale di ciascuno dei componenti del gruppi ma sta ben lontano dalla pesantezza che regala la perfezione. Questo disco è sperimentale, o avanguardista, ma non ha quella caratteristica come faro principale, anzi, soltanto in certi momenti si avvicina a queste aperture. E' proprio questo modo di essere alla giusta distanza di ogni aspetto quello che finisce per regalarci un grandissimo disco. L'intenzione dei Fleshkiller sembra essere molto chiara, loro sono arrivati con questo primo disco ad un maturità che per tanti altri gruppi è frutto di anni ed anni di sviluppo e di prove. Il perché di questo sta nel fatto che tutti i componenti della band conoscono molto bene il proprio mestiere.

Awaken

Awaken sarà uno di quei dischi che aprono un periodo. Un disco che può servire come riferimento a chi cerca di percorrere nuove strade suonando generi che esistono da tempo. Infatti non mi è facile pensare ad altri gruppi che abbiano fatto un disco come quello composto dai Fleshkiller. Diciamo che così come in passato certi lavori hanno fatto capire che il death metal era tutto tranne che un genere condannato alla morte questo disco fa la stessa cosa. Siamo di fronte ad un lavoro che funziona perfettamente, che aggiunge senza togliere e che ha dei momenti veramente alti. 

Fleshkiller

Per spiegare quali sono i momenti di espansione dentro alla musica della band vi porto due esempi.
Su Parallel Kingdom, brano che apre il disco, viene subito evidenziato che il death metal che ci aspetta e tutto tranne che "puro". Questo perché l'utilizzo della voce pulita registrata su più tracce da una spazialità che ricorda gruppi come i Cynic o i più recenti Astronoid. Ma se si pensa che tutto il brano andrà in quella direzione ecco che la voce distorta ci inganna e ci porta a chiederci qual è la strada della band, quando in realtà scopriremo che la strada è proprio quella, quella che non si addentra mai in un'unica direzione.
Inherit invece regala un momento di apparente riposo dove la ritmica non è più frenetica come nelle altre tracce e dove c'è spazio a elementi progressivi che sono un altro dei fattori che entra in gioco nella musica della band, ma come detto prima non c'è un caccia aperta al maggiore virtuosismo possibile, è tutto studiato e ben pensato, un modo di dare più forza ad un discorso ben chiaro.


I Fleshkiller sono una band che avrà tanto da dire nei anni a venire. Questo perché partono da un punto dove non ci sono chiusure, dove la voglia è quella di non rimanere impietriti facendo qualcosa che in tanti hanno già fatto. Awaken è un disco di debutto che sorprende per la sua sicurezza, perché parte molto, molto in alto. E dunque fissatevi in testa questo nuovo nome, perché sarà un grande protagonista del panorama attuale del metal.

Voto 8,5/10
Fleshkiller - Awaken
Indie Recordings
Uscita 15.09.2017

Nessun commento:

Posta un commento