domenica 19 febbraio 2017

Intervista a NOÊTA: quella fragile oscurità

(Intervista a NOÊTA)


Dopo aver conosciuto la musica dei NOÊTA grazie al loro primo LP, intitolato Beyond Life and Death (potete leggere la mia recensione qui), ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con questo duetto svedese. Eccovi l'intervista.


(Lettere dall’Underground) Raccontateci perché avete deciso di formare NOÊTA. (NOÊTA) Come accade spesso, sentivamo che la nostra intenzione espressiva non esisteva nella sfera musicale. Quando le nostre strade si sono incrociate nel 2013, c’era un equilibrio tra il “bisogno” e il “volere” che giustificava l’avviare NOÊTA. Era un periodo turbolente a livello personale per uno di noi e NOÊTA ci è servito come lavoro sul campo per affrontare quella situazione, riversando tutti sul nostro EP “psychē”. E forse ci ha fatto trovare qualche significato nel atto di esprimerci per amore proprio per entrambi.

(LDU) Cosa c’è oltre la vita e la morte?
(N) È un modo di descrivere un tipo di potente curiosità delle nostre coscienze, che ci guidano nella questione del nostro significato, la nostra creazione ed il nostro contesto. Forse anche l’abilità di visualizzare un grande schema di tutte le cose. Cose che esistono oltre la nostra limitata definizione di quello che è l’inizio e la fine, che sono tangibili dentro alla nostra percezione

(LDU) È molto interessante che siete solo due persone dietro alla vostra musica. Perché avete scelto questa via? Avete mai pensato di aggiungere altri membri alla band? 
(N)Non è stato una scelta quanto una necessità. Collaborare con altra gente è sempre una cosa molto difficile. Entrambi abbiamo sentito molto presto che non volevamo altre persone che compromettessero le nostre idee. Essere in due è già abbastanza difficile. In tutti i casi un buon amico della band, Erik Gärdefors, è pronto a farci da chitarrista live in futuro, ma dobbiamo ancora concludere la tappa di preparazione. 

(LDU) Beyond Life and Death è un album capace di creare dei magnifici paesaggi, quanto è importante il fatto che viviate in Svezia e quanto presente è la natura nelle vostre canzoni? 
(N) Abbiamo vissuto simultaneamente in Svezia solo durante 5 mesi dei tre anni e mezzo da quando ci conosciamo. Dopo quei cinque mesi Êlea si trasferì prima in Vancouver e poi in Norvegia. In tutti i casi la natura è una parte importante nelle nostre vite, ed entrambi mettiamo nella nostra musica i sentimenti che ci regala la natura, è una presenza così importante nel nostro giorno a giorno che è impossibile prescinderne. 

(LDU) Fate parte della Prophecy Productions, una casa discografica pazzesca con tanti gruppi diversi. Come siete arrivati da loro e cosa pensate degli altri artisti che ne fanno parte? 
(N) Siamo inciampati su Prophecy e abbiamo letto sul loro sito come valutavano l’espressività creativa degli artisti, dopo di che abbiamo scritto ed è capitato che firmassimo con loro. Non eravamo consapevoli di Prophecy o dei loro artisti prima di ciò. Da allora ci siamo esposti molto di più. Ci sono dei buonissimi artisti di Prophecy, però nell’insieme formano un ampio rango di generi musicali, dunque parlare in generale su tutti loro è impossibile. 

(LDU) Un altro aspetto che mi è molto piaciuto in Beyond Life and Death è il fatto che la voce è sempre molto presente ma in perfetta comunione con la parte strumentale, dunque la mia domanda è: quando scrivete le vostre canzoni qual è il primo passo, scrivere le parole è trovate le linee vocali o scrive la parte strumentale? 
(N) Non abbiamo lo stesso approccio quando scriviamo canzoni. In certi casi improvvisiamo con la chitarra, il brano e le parole sono un continuo andare – e poi costruiamo, come nel caso di Dead Soil and Hades (dal nostro EP). In qualche caso, come psyche, tutti gli accordi di Ândris furono costruire sopra alle parole di Êlea. Beyond Death nacque da una melodia cantata che abbiamo trasferito ad una fisarmonica. In Drowning si originò da dei riff di chitarra. Dunque non esiste una buona risposta generale – preferiamo lasciare tutto turbolente e aperto quando scriviamo, così è interessante. Oltre a quello, entrambi abbiamo diversi modi di scrivere, dunque dipende da chi inizia la canzone. 

Beyond Life and Death


(LDU) Il Vostro sound è a metà tra l’oscurità e la bellezza, come se fosse una fiaba oscura, siete d’accordo con questa definizione? 
(N) Forse, credo che pensiamo che è più una fragile oscurità piuttosto di una fiaba oscura. Più che qualcosa instabile è qualcosa che sta per cadere. 

(LDU) Come riuscite a fare musica in un modo naturale? 
(N) Nella nostra collaborazione siamo spesso opposti, opposti in gusti, in tecniche, nella personalità. Ma passiamo molto tempo suonando insieme e dunque il processo ha adesso molte meno interruzioni. 

(LDU) Cosa c’è nel futuro di NOÊTA? 
(N) Ci auguriamo di elaborare la nostra espressività in una performance dal vivo, se possiamo trovare un settaggio adatto per farlo. Abbiamo anche iniziato a lavorare su nuovo materiale, che speriamo di unire con i suoni che abbiamo già definito col nostro EP ed il nostro album, e lavorare su quello. 

(LDU) Ultima domanda. Cosa pensate dell’Italia? Avete qualcosa di particolare da raccontare su quel paese? 
(N) L’Italia ha un’eredità culturale variopinta e ricchissima che ci auguriamo di esperimentare.

NOÊTA

(Lettere dall'Underground) Tell us why do you have decided to create NOÊTA.
(NOÊTA) Not uncommonly, we felt as if our intended expression was missing from the musical sphere. When our paths crossed in 2013, it was equal amount of pure need and will that initiated NOÊTA. It was a seemingly turbulent time personally for one of us, and NOÊTA served as the groundworks of dealing with those issues, as done on our EP “psychē”. And perhaps, finding some meaning in the act of expressing for its own sake, for us both.

(LDU) What it is Beyond Life and Death. (not talking about the album). 
(N) Well, it’s a way to describe the kind of forceful curiosity of our consciousness, that leads us to question our meaning, creation and context. Perhaps even the ability to see the grander scheme of things. Things that lies beyond our limited definition of what begin and end, that are tangible and within our perception. 

(LDU) It’s very interesting to see that you are only two persons behind your music. Why have you choose to do it like this? Have you ever think about the possibility of put other people on the band? 
(N) It was not as much a choice as it was a necessity. Collaborating with people is always a very difficult thing. We both felt early on , that we did not want someone else to compromise our ideas. Being two is difficult enough. However, a good friend of the band, Erik Gärdefors, is intended to serve as a live-guitarist in the future, but we are yet to finish that stage of preparation. 

Beyond Life and Death


(LDU) Beyond Life and Death it’s an album that it’s able to create wonderful landscapes, how important it is to you to live in Sweden and how much present is the nature on your songs? 
(N) We have only lived in Sweden simultaneously for 5 months out of the three and a half years we’ve known each other. After those five months Êlea moved to Vancouver, and then to Norway. However, nature is a big part of our personal lives, and we both bring the feelings we get from nature into our music, it is such a strong presence in our daily lives that it’s impossible not to. 

(LDU) You are part of Prophecy Productions, an amazing label with a lot of different bands. How have you get in touch with them and what do you think about the other artists of the label?
(N) We stumbled upon Prophecy and read on their website how they valued the artist's creative expression, after which we wrote them and came to sign with them. We had not been aware of Prophecy or their artists for very long before that. Since, we’ve been exposed to a lot more. There are some very good artists at Prophecy, however, together they exercise such a broad range of musical expression, that to speak generally about them all is impossible. 

(LDU) Another thing that I have love on Beyond Life and Death is the fact that the voice is always very present but in a perfectly communion with the instruments so my question is: when you write your songs what it is the first step, write the lyrics and found the melodic lines or write the music?
(N) We don't have one same approach to writing songs. In a few cases we’ve completely improvised the guitar, song and lyrics in one continous go - and then built on that afterwards, like is the case with Dead Soil and Hades (from our EP). On some, like with psychē, all of Ândris choirs were built around Êleas text. Beyond Death came from a sung melody that we transferred to an accordion. In Drowning originated from the guitar riffs.. So there is no good general answer - we prefer to keep it turbulent and open when we write, keeps it interesting. In addition, we both have different ways to write, so it depends on who initiates the song. 

(LDU) You have a sound that is in the middle between darkness and beauty, like a dark fairytale, are you agree with that definition? 
(N) Perhaps, I think we think of it more as a fragile dark rather than a dark fairytale. More like something unstable that’s about to fall. 

(LDU) How can you make music in a natural way? 
(N) In our collaboration we’re often opposites, opposites in tastes, in techniques, in personality.. But we’ve spent a lot of time playing together so that, that process is now a lot more seamless. 

(LDU) What is on the future of NOÊTA? (N) We hope to elaborate our expression to a live performance, if we can find suitable settings to do so. We’ve also started working on new material, with which we hope to unite the sounds we’ve already established on our EP and full-length, and elaborate on those. 

(LDU) And the last question. What do you think about Italy? Have you something particular to tell about that country? 
(N) Italy has an incredibly rich and varied cultural heritage, that we hope to experience. 

(LDU) Thank you so much! I hope to see you on a stage very soon!!! 
(N)Thank you!

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